Coronavirus – Come le scuole possono affrontare l’emergenza e-learning

Il CoVid-19 è il virus che sta cambiando le nostre abitudini, o almeno così vorremmo, e mossi da un senso civico inaspettato (infatti i soliti fenomeni che fanno i super eroi non mancano) cerchiamo di rispettare le ordinanze delle istituzioni, limitando i nostri spostamenti, la socialità e tutto quello che ne consegue.

La scuola è stata la prima a recepire la normativa, al momento in cui scrivo siamo all’inizio della terza settimana di “stop alle lezioni”, ma i primi che si sono resi conto che le lezioni non si possono bloccare dal nulla sono proprio gli insegnanti, che a titolo personale si sono attivati per far arrivare i compiti ai ragazzi.

I gruppi whatsapp delle classi sono diventati il primo veicolo di comunicazione, ma come spesso accade, whatsapp è una cloaca di persone che dicono cose e finisce che non ci si capisce molto, soprattutto se non puoi leggere costantemente tutto, e alla fine ti ritrovi 300 messaggi da leggere. Anche no.

Il registro elettronico è una soluzione non banale, voti, assenze, programmi, comunicazioni e compiti tutti in una app, non sciocca, aiuta in molto ma se si vuol far fare lezioni online, la musica cambia.

La scuola è pronta per l’E-Learning?

Non ho gli strumenti per rispondere a questa domanda, ma abitando in casa con due ragazzini (una che frequenta la terza media e uno la seconda elementare), d’istinto risponderei “non proprio”.

E i motivi sono i più svariati e non tutti dipendenti dalla scuola, di fatto, il sistema dell’istruzione (inteso proprio l’asse scuola – famiglia) non è pronto a questo, non ci siamo mai nemmeno posto il problema, tuttavia si può rimediare in modo abbastanza facile e nella maggior parte dei casi, gratuito.

Non sono un insegnante, faccio video di mestiere, ma in più di una occasione mi sono dovuto confrontare con situazioni che richiedessero alle aziende strumenti per divulgare (indifferentemente all’esterno a all’interno) i propri contenuti, ed è proprio questo il punto; alla scuola non mancano certamente i contenuti e non manca certamente un target, banalmente, far parlare i due mondi non è così complesso.

Contenuti LIVE o contenuti ON-DEMAND?

Scuola ed insegnanti devono porsi questa domandina qui sopra, sembra una sciocchezza, ma la risposta alla domanda implica soluzioni diverse, questo lo si immagina bene. E quante sono le risposte possibili?

Ovvio: 3

LIVE, ON-DEMAND ed entrambi. Ora, detta così la si fa facile, e di certo non lo è, in nessuno dei casi, ma proverò ad affrontare tutto lo scenario. Per ovvi motivi sarà la mia visione della cosa, sperando possa essere utile a chi in questi giorni si sta ponendo il problema.

Come comunicare espressamente con una classe

Il primo problema da porsi è quello dell’organizzazione dei contenuti, detta più in soldoni: ogni classe ha un proprio programma e ogni programma viene eseguito ad una specifica velocità, a parità di classe non è detto che il programma sia allo stesso punto.

Per il motivo che ho appena espresso, creerei un canale per ogni classe, ma un canale di cosa? È noto che i contenuti possono essere di varia natura, qui si parla di file multimediali, e sebbene anche parlare di solo audio a volte potrebbe essere sufficiente, col video è evidente che si riesce a comunicare meglio, soprattutto per chi deve spiegare materia come matematica, altrimenti le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) che ci starebbero a fare nelle classi?

Non complichiamoci troppo le cose, diciamo che una scuola crea un canale per ogni classe, ad esempio potrebbe essere:

Istituto Pinco Pallino Milano – Classe 5D

La questione nasce sul “dove” creare questo canale, e i servizi video principali sono due o tre, e per di più offrono caratteristiche differente (ecco perché la domanda sopra è estremamente importante).

YOUTUBE

Non ha bisogno di presentazioni. In questo caso, se ogni classe avesse un canale, ogni materia potrebbe essere una playlist (non male), io studente mi abbono al canale e ogni video che viene caricato ricevo notifica. Bene ma non benissimo, perché per mille giusti motivi il video non dovrebbe essere pubblico.

Youtube permette tre tipi di “diffusione” per i video:

  • Pubblico (video in chiaro che possono vedere tutti)
  • Privato (video che può vedere solo il proprietario)
  • Non in elenco (video che può vedere solo chi ha il link specifico)

Alla luce del nostro ragionamento, la modalità “Non in Elenco” sembrerebbe quella più adatta, peccato però che un video caricato in questa modalità non genera notifica automatica di pubblicazione per gli iscritti al canale; in questo caso l’insegnate (o chi per lui) dovrà notificare agli alunni il link per poter accedere allo specifico contenuto.

Di buono c’è da dire che Youtube permette di trasmettere in maniera gratuita anche in diretta. Ora, l’argomento diretta ha diverse sfaccettature ma di base, al netto di come tecnicamente una diretta su Youtube può essere fatta (più avanti affronto anche questo argomento), una volta terminata questa rimane caricata come un qualunque video, quindi un contenuto LIVE, una volta terminata la diretta, diventa un contenuto ON-DEMAND, che non è male.

VIMEO

I servizi che Vimeo offre sono sempre stati più “business” di quelli di Youtube (il target di Vimeo dovrebbe essere quello dei professionisti, dei videomaker…) ma vanta qualche funzionalità in più che forse potrebbe aiutare le scuole. Innanzitutto su Vimeo un video può essere:

  • Anyone (pubblico, lo possono vedere tutti)
  • Only Me (privato, lo vede solo il proprietario)
  • People I Follow (lo possono vedere solo quelli che l’account in oggetto segue, banalmente, la classe segue gli account degli alunni)
  • People I Choose (visibile solo agli account che vengono indicati in uno specifico elenco)
  • People with the password (il video è privato ma visibile inserendo una password)
  • People with private link (il video non è pubblico ma visibile da chi ha lo specifico link dello stesso)
  • Hide this video from vimeo.com (il video non compare nella piattaforma ma può essere pubblicato (e visibile) ovunque

Proprio sull’ultimo stato si apre un nuovo discorso, se si vuole molto ampio, le scuole potrebbero creare specifiche aree del proprio sito internet dedicate ad ogni classe e inserirci dentro contenuti, ma si va su un segmento più complesso, limitiamoci a rimanere su queste piattaforme.

Quelle che su Youtube sono Playlist, su Vimeo sono cartelle, che possono essere settate con le stesse modalità di privacy dei video. In sostanza, se una cartella viene indicata come “People I Choose”, tutti i video che conterrà avranno lo stesso parametro in automatico, e saranno visibili solo alla lista di account a cui è visibile la lista.

Anche Vimeo permette di trasmettere video in diretta, ma solo se ci si abbona ad uno specifico piano (PREMIUM a 75,00 $ al mese), che moltiplicato per il numero delle classi diventa una cifra probabilmente importante nel budget di una scuola. C’è da considerare inoltre che con un account gratis, Vimeo permette di caricare un numero limitato di GB a settimana.

FACEBOOK

Non sono troppo convinto di indicarlo, ma se devo parlare di gratuicità, facilità di utilizzo, anche per i video, Facebook permette delle scelte interessanti.

Partiamo dal presupposto che ogni classe possa essere un gruppo di Facebook chiuso (ad invito). Gli amministratori (gli insegnanti) invitano gli alunni nel gruppo chiuso, tutto il materiale che viene postato nel gruppo rimane nel gruppo.

Anche la catalogazione dei contenuti multimediali è sfruttabile per le materie, diciamo che ogni materia potrebbe avere un album di contenuti multimediali, e in qualche modo la struttura del social network potrebbe favorire la voglia di commentare e interagire col contenuto stesso (commenti per altro presenti sia su Youtube che su Vimeo).

Per i video in diretta stessa storia, i video live sullo specifico gruppo di Facebook sono visibili solo dai membri del gruppo, e ovviamente il tutto non ha costi per nessuna delle parti in oggetto.

Le implicazioni di Facebook non sono relative alla sua usabilità, quella è eccezionale altrimenti non avrebbe riscosso il successo che ha riscosso negli anni; qui il problema riguarda gli account, perché ogni alunno dovrebbe avere il suo, e su FB non è possibile avere account sotto una certa età, di fatto non sarebbe possibile averlo nemmeno da altre parti, qui il consenso e il controllo dei genitore DEVE essere presente e forte, dopotutto si parla di una occasione eccezionale e come tale deve essere gestita.

VIDEO: COME SI POSSONO FARE?

Eccoci al quid, al punto che forse più degli altri interessa chi si trova, praticamente dal nulla, a dover in qualche modo creare contenuti video che abbiano una visibilità discreta.

Ancora una volta cercherò di fornire strumenti semplici, non parlerò di montaggi ed effetti vari, inutili ai fini pratici, cercherò di andare direttamente al sodo.

Iniziamo con i video registrati, quelli che poi caricati sul canale di riferimento saranno sempre a disposizione dei fruitori. Al netto della materia che si insegna, quello che si dovrà fare è uno screencast, ovvero la registrazione dello schermo del proprio computer contemporaneamente a quello della propria voce.

In effetti, e potrebbe essere una soluzione utile anche per mantenere l’attenzione degli alunni, la presenza dell’immagine dell’insegnante, magari in piccolo rispetto allo schermo.

COSA SERVE PER REGISTRARE UN VIDEO?

  • Computer
  • Microfono (sufficiente quello integrato se il computer lo possiede)
  • Webcam (sufficiente quella integrata se il computer la possiede)
  • Software per screencast

Se avete un computer recente (degli ultimi due anni) direi che tecnicamente avete tutto quello che vi serve, il computer avrà integrato webcam e microfono, andranno benissimo. Per il software di registrazione dipende da che computer avete, se avete un MAC, il programma “QUICK TIME” (precaricato) offre già tutto quello che vi serve.

il menù di quicktime Ovviamente sono da settare alcuni parametri, come se e quale microfono usare (se ne avete più di uno), dove salvare il file e che tipo di registrazione intendete fare (schermo totale, finestra, selezione dello schermo). Una volta settato, si preme su “registra” e si può iniziare a parlare e mostrare quello che serve.

Se si ha un computer Windows, probabilmente è meglio avvalersi di strumenti online come ScreenCast O Matic, che di fatto è un servizio web che permette la registrazione e il salvataggio di screencast del proprio schermo in maniera che definirei davvero semplice. A dire il vero il servizio ha una sezione dedicata all’educazione che si integra con diversi servizi, ma cerco di rimanere sul semplice.

uno dei tutorial su Screencast O Matic

Sempre rimanendo in tema di screencast, e più in generale di registrazione video, per chi volesse non solo avere un controllo maggiore su tutto il prodotto finito, ma volesse inserire anche altri contenuti, si può pensare di usare OBS. A dispetto della gratuicità dell’applicazione, OBS è un programma completo che permette di mixare più fonti su uno stesso file di uscita.

Si deve immaginare OBS come un “mixer” di fonti, che potrebbero banalmente essere la webcam, il microfono, una pagina web aperta, un video sul proprio Hard Disk e così via. Accendendo e spegnando le varie fonti si va a creare un flusso di contenuti più articolato, credo meno noioso da seguire, e con molte possibilità in più.

COME TRASMETTERE LIVE UNA LEZIONE?

Se vi trovate bene con gli screencast, non avrete nessuna difficoltà a trasmettere live lo stesso materiale. Fermo restando che sia dall’app di Facebook che da quella di Youtube si può andare in diretta usando lo smartphone, è evidente che dovendo fornire visivamente dei contenuti agli studenti forse conviene utilizzare altro, e quest’altro è ancora una volta OBS.

Come si intuisce dal veloce video che ho postato qui sopra di OBS, registrare un video screencast non è complesso, per fare un live si fa la stessa cosa, solo che invece di cliccare su registrazione cliccheremo su trasmetti in diretta.

OK, ma dove si trasmette?

A seconda della piattaforma dove questo filmato in live streaming deve essere trasmesso andranno inseriti dei parametri, e più esattamente la chiave di streaming che autorizza quello specifico flusso video ad essere trasmesso su quello specifico account (più facile di così non riesco a dirla).

Se volete trasmettere su Youtube, dovrete prendere la chiave di streaming del vostro canale Youtube, idem per la pagina Facebook, Vimeo e le eventuali altre piattaforme.

Nelle impostazioni di OBS, alla voce “Diretta” si andrà a selezionare il servizio su cui vorremo trasmettere e inseriremo la chiave specifica.

le impostazioni di OBS

Con un tutorial video forse tutto sembra più semplice

INTERAZIONE

Il problema principale su un LIVE di questo tipo è che non hai interazione, nel senso che sei tu insegnante che trasmetti e nessuno può intervenire sul video facendo, ad esempio, una domanda (ok si potrebbero usare i commenti, ma non è la stessa cosa). Quello che forse potrebbe essere fattibile è l’utilizzo di piattaforme di “collaboration“, come Skype o Hangout Meeting, col “difetto” però che i video che escono non sono registrabili se non con passaggi piuttosto noiosi, e volendo mantenere le cose semplici, non si ha la possibilità di trasmettere in maniera ordinata uno schermo piuttosto che altri contenuti.

Questo post non può essere esaustivo, non è possibile prevedere le innumerevoli esigenze di tutti, soprattutto in un mondo come quello scolastico che non è pronto (né lato insegnanti né lato alunni) a tutto questo, tuttavia in qualche modo bisogna provarci, e spero che questo sia un piccolo inizio.

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